"Nuovo welfare si fa con alleanze"
La strada privilegiata per gestire l'attuale fase di welfare è quella delle alleanze e della programmazione comune dal momento che - è ormai chiaro per tutti
l'attuale sistema non è più in grado di reggere.
Lo ha ribadito l'assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Giulio Boscagli intervenendo oggi pomeriggio al convegno 'Coprogettare nuove forme di welfare locale - Prospettive a partire dall'esperienza nel Comune di Lecco'.
Coprogettazione. In particolare, l'assessore Boscagli ha chiuso la sessione pomeridiana dei lavori 'La sussidiarietà responsabile e la sostenibilità del nuovo welfare', partecipando alla Tavola Rotonda sul tema del welfare locale sostenibile,
insieme a Virginio Brivio (sindaco di Lecco), Mario Romano Negri (presidente della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lecco), Cesare Fumagalli (segretario generale di Confartigianato), Johnny Dotti (presidente Welfare Italia Servizi) e Piergiorgio Caprioli (responsabile Osservatorio della Contrattazione).
L'incontro è stato dedicato al tema della coprogettazione, ossia una forma di collaborazione sussidiaria tra ente pubblico e privato sociale nella gestione del welfare. Questa modalità è stata sperimentata a Lecco a partire dal 2006 sull'intero sistema dei servizi alla persona.
Bisogni dal basso "La coprogettazione sperimentata qui negli ultimi anni - ha detto Boscagli - ha messo in questione l'intero sistema di welfare e questo Ë positivo. E' importante pensare a questo sistema non con l'obiettivo di gestirlo dall'alto ma guardando alla gente che osserva il bisogno proprio e di chi gli
sta vicino e comincia a rispondere a questo bisogno. La molla che fa fare le associazioni, che muove l'artigiano e l'imprenditore e che ha cambiato la faccia di questa terra è la stessa: un uomo che si mette in gioco per rispondere ai
bisogni".
Sussidiarietà e piani di zona
"Questa - ha sottolineato Boscagli - Ë la vera sussidiarietà ed è una sfida grande per le istituzioni. La sensibilità degli addetti ai lavori nei confronti di questa modalità di concepire il welfare, cioè che si può partire a dare una risposta ai bisogni per poi chiedere un accompagnamento fino all'accreditamento, è molto cresciuta ma non è ancora posseduta del tutto. Da questo punto di vista il
tema delle alleanze è fondamentale; quello che stiamo facendo in
Lombardia è proprio tentare di costruire il welfare assieme. È un percorso difficile perché da un certo punto di vista è più facile il dirigismo da una parte e la rivendicazione dall'altra piuttosto che un percorso comune".
Politiche regionali - "I nuovi 'Piani di zona' - ha notato Boscagli - sono la grande sfida in cui verificare le politiche sussidiarie. Sono stati fatti grandi passi avanti ma i Comuni fanno ancora fatica a concepirsi insieme e a programmare il welfare insieme anche se le condizioni attuali costringono a farlo. La strada delle alleanze è però quella da percorrere". Da parte di Regione Lombardia, oltre a sottolineare l'importanza dei Piani di zona, il 2012 sarà l'anno in cui si proseguirà nel percorso che porta a spostare l'attenzione dall'offerta alla domanda e l'introduzione del cosiddetto Fattore famiglia.


