Di Popolo - homepage
Lunedì, 28 Giugno 2010

10 milioni di euro a bilancio per le politiche nel settore
LA STRATEGIA DELLA CONCILIAZIONE

Sono tutte un po’ acrobate le donne, divise fra affetti e incombenze familiari, mestieri di casa e impegni sul lavoro. Se mamme, poi, le difficoltà, assieme alle gratificazioni, ovvio, aumentano; tra tempo da dedicare ai figli (e al marito), e energie da profondere nell’ambito professionale, magari nella speranza di raggiungere una promozione o, più semplicemente, difendere il “posto” lavoro.

Oggi la difficoltà di conciliare tempi di lavoro e tempi di vita fanno di questo tema una priorità, che non è solo più individuale, ma sta assumendo una dimensione sempre più sociale, propria della collettività. Non si può più contare sulle capacità di acrobata o di equilibrista dei singoli nell'armonizzare i tempi, né sulle scelte gestionali di aziende lungimiranti che offrono maggiori forme di flessibilità o interventi “family friendly”.

10 milioni di euro a bilancio nel 2010 per le politiche di conciliazione
Peraltro, ha ricordato in un convegno l'assessore alla Famiglia, Integrazione, Conciliazione e Solidarietà sociale, Giulio Boscagli la conciliazione 'famiglia - lavoro' è stato uno dei temi forti della nostra campagna elettorale e una delle prime decisioni, prese dal presidente Formigoni appena rieletto, è stata proprio quella di promuovere il Comitato strategico per la conciliazione famiglia - lavoro, invitando a farne parte persone di diversa esperienza, aziendale, sociale e politica, con il compito di individuare e realizzare ciò che è necessario per affermare il protagonismo della donna nella società, per aiutare il singolo e la famiglia ad affrontare in positivo i mutamenti che si stanno verificando nella società e nelle relazioni sociali.
Pertanto, alla realizzazione delle politiche in questo campo la Regione ha destinato nel bilancio 2010 ben 10 milioni di euro».
È anche da ricordare l'istituzione del "Premio Famiglia - Lavoro", un riconoscimento della Regione alle aziende più virtuose in questo campo, giunto alla terza edizione e che quest'anno esso si aprirà, oltre che alle imprese private e agli enti pubblici, anche alle aziende non profit.
Vale sicuramente la pena richiamare l’azione intrapresa da Regione Lombardia, diversificata in interventi mirati a supporto di servizi rivolti a differenti target.

Qualche dato: a rischio povertà le coppie con tre figli e le persone sole
La popolazione della Lombardia nel 2009 ha registrato un incremento + 0,9%, dovuto, per la maggior parte, alle migrazioni dall’estero. Nel 2009 la Lombardia si colloca al 4° posto nella graduatoria tra le regioni per il tasso di natalità ( + 10,1%), mentre rimane stabile ( rispetto al 2008) il numero medio di componenti di 2,3. Un terzo dei nuclei sono rappresentati da famiglie unipersonali, di cui più della metà dei componenti sono ultra 60enni. I nuclei familiari sono così composti: più del 50% coppie con figli, il 33% coppie senza figli, l’11% monogenitoriali. ( dati ISTAT 2009). Nel rapporto del nostro osservatorio sulla povertà si rileva inoltre che sono a maggior rischio di povertà multidimensionale: coppie con almeno 3 figli, famiglie monogenitore e persone sole. ( dati ORES 2008-2009).

Un passaggio fondamentale per Regione è rappresentato nella promozione di un’offerta di servizi pubblici per la famiglia e nella ricerca di un'organica ed integrata politica di sostegno al nucleo familiare, con un modello di sussidiarietà orizzontale.
Ecco quindi quali sono gli obiettivi primari dell’intervento regionale: individuare le nuove problematiche sociali così come i nuovi bisogni di cura per i figli; riconoscere la trasformazione stessa della famiglia e la sua esposizione a situazioni di vulnerabilità, come la mancanza di lavoro, la malattia ed altro; l’attenzione alla maternità e il favorire l’acquisizione dell’autonomia da parte della donna e della famiglia.

Programmazione in progress
La Regione Lombardia ha fatto nascere un comitato strategico con l’obiettivo di ripensare il tema della conciliazione famiglia -lavoro in una logica di sussidiarietà, individuando, delineando e realizzando politiche innovative. Lo scopo è affermare il ruolo centrale della donna nella società e di favorire la conciliazione famiglia-lavoro. Ne consegue l’elaborazione di un piano di intervento che nella sua articolazione sostiene un approccio integrato e coordinato con le diverse direzioni regionali e i soggetti del territorio, nell’ambito delle cosiddette quattro leve della conciliazione: la cultura, l’organizzazione, la finanza e i servizi.
Vediamole una per una.
Cultura (informazione , formazione e comunicazione): nell’ambito dell’ADP Competitività, in collaborazione con Unioncamere e ALTIS si sta predisponendo un Vademecum, per diffondere la conoscenza di strumenti e di buone prassi.
Organizzazione (tempi, luoghi di lavoro): un supporto all’organizzazione aziendale stessa per sviluppare ed ottimizzare competenze e caratteristiche del personale. Un possibile sviluppo di una logica di premialità che riconosce un valore aggiunto nei diversi bandi regionale alle imprese.
Finanza: sono previsti contributi per le imprese che intendono operare in questa logica, voucher per le famiglie per l’acquisto di servizi.
Servizi: un coordinamento istituzionale territoriale per creare sinergie con i servizi presenti sul territorio e/o erogati dai soggetti del terzo settore, in una logica di partnership tra sistema territoriale e sistema imprese.

Reti territoriali, valorizzazione del territorio e responsabilità sociale d’impresa
In base a quanto enunciato occorre quindi prestare particolare attenzione particolare a quanto segue.
La creazione delle di reti territoriali su conciliazione famiglia e lavoro: è importante che si realizzino vere e proprie partnership fra aziende profit e mondo non profit, affinché le imprese possano essere sostenute nel pensare progetti di welfare; è essenziale che si sviluppino piani locali sociali orientati alla conciliazione , integrando l’area sociale, con l’area lavoro e quella della formazione; è importante che aziende dello stesso territorio possano integrarsi tra loro, per poter offrire ai propri dipendenti servizi di conciliazione anche a prezzi più competitivi e con facilitazione rispetto all’accesso (attenzione alla territorialità).
La valorizzazione del territorio: un accordo che sostenga il ruolo attivo dei diversi soggetti, istituzionali e non. Il tema della conciliazione famiglia –lavoro può diventare un elemento fondamentale al fine di orientare le scelte economiche e sociali, per rendere possibile lo sviluppo locale.
La responsabilità sociale di impresa: la conciliazione famiglia-lavoro è anche un impegno culturale. La responsabilità sociale può veramente contribuire al miglioramento delle performance economiche ed accrescere la competitività sul mercato.

scrivici stampa