Tutti al Meeting
Lo spirito del Meeting non è, però, identificabile con la grandiosità dei numeri e il prestigio degli ospiti. È possibile infatti comprendere fino in fondo il Meeting dalle parole della sua presidente Emiliana Guarnieri: «Al centro della nostra esperienza c’è la passione per l’uomo, la cultura cristiana. La nostra identità ci consente di non aver paura dell’incontro e ci aiuta nell’approfondirne il sentiero».
Tutto il contrario di un fatto riservato ad alcuni “eletti” o a un’accolita specifica.
Il Meeting è un’insieme di appuntamenti culturali e sportivi, mostre e spettacoli e, ancor di più, di amicizie che si svelano e si coltivano magari a tavola o dietro un boccale di birra. Il Meeting è un fatto umano, di un’umanità bella e creativa. Per capirlo bisogna andarci. Provare per credere. Bisogna scoprire, stand dopo stand, gli esempi di carità cristiana vissuta ad Haiti, in Uganda e in Brasile o in altre situazioni difficili, le testimonianze di esperienza cristiana sparse nel mondo. Bisogna lasciarsi affidare allo splendore e alla freschezza di un popolo educato a seguire il bene e a valorizzare il positivo.
Come fa un’istituzione come Regione Lombardia a non esserci? Anche i lombardi sono lì, e sono tantissimi, mescolati con decine di migliaia di visitatori provenienti dai luoghi più disparati. Quale migliore occasione per una promozione turistica o per presentare “best practices” di governance in settori decisivi come il welfare e i trasporti?
“Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore”. Questa frase che il genio di Albert Camus attribuisce al suo Caligola è il tema del Meeting 2010. Un’affermazione che spinge a interrogarsi sulla natura dell’uomo. Qui non ci sono in ballo questioni di poco conto, interessi di bottega o beghe partitiche. Il Meeting è un fatto mondiale per questo motivo: si rivolge a tutti.


