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Venerdì, 27 Gennaio 2012

Il martirio in Nigeria

Più di 600 cristiani morti in poco più di 12 mesi è il drammatico bilancio delle violenze messe in atto da un un gruppo estremista islamico, ma "in numerosi paesi la convivenza funziona", interrotta da azioni "ad opera di sedicenti islamisti".

"Negli ultimi mesi c'è chi ha parlato con insistenza di un fortissimo rischio di guerra civile: per quasi dieci anni, in molte città e villaggi della Nigeria, per lo più negli Stati di Plateau e Kaduna, hanno avuto luogo gravi violenze e scontri interetnici di massa tra musulmani e gruppi cristiani...

La situazione delle relazioni etniche e religiose tra i diversi gruppi è andata peggiorando negli ultimi dieci anni proprio a causa della penetrazione in Nigeria dell'islamismo radicale, ispirato ad Al-Qaeda e dell'adozione, da parte degli stati del nord (12 su 36), delle leggi della Sharia come legge dello Stato...

Anche in Nigeria si utilizzano motivazioni di carattere religioso per soddisfare la propria sete di potere. Quindi, per quanto i Boko Haram siano fondamentalisti islamici (il nome in lingua hausa significa "l'educazione occidentale è peccato"), le ragioni dell'accresciuta attività del movimento vanno rintracciate anche nei rapporti che i suoi componenti avrebbero stretto con politici locali e membri delle forze di sicurezza appartenenti alle etnie del nord, interessati alla radicalizzazione della violenza al fine di rendere lo Stato ingovernabile". (Mauro Mauro da Il Sussidiario, venerdì 27 gennaio).

Che accade nel mio Paese?
"Che cosa sta accadendo nel mio Paese e di chi è la colpa?" Così sulla rivista 30 Giorni - s'interroga John O. Onaiyekan arcivescovo di Abuja - "Sugli autori del massacro di Natale nella parrocchia di Santa Teresa, a Madalla, vicino Abuja, non esistono informazioni che possiamo definire esatte. Chi ha rivendicato la strage, vantandosene di fronte a Dio, è il cosiddetto gruppo Boko Haram, gente senza volto, la cui ideologia è quella di chi frequenta il terrorismo internazionale, e si ammanta di fanatismo islamico.

Ma è un gruppo variegato, con interessi contraddittori. C'è chi afferma che alcuni tra loro abbiano fatto esperienza nei campi d'addestramento con i talebani e al-Qaeda, in Afghanistan e nel Pakistan del nord. Costoro si accompagnano agli estremisti che, purtroppo anche in Nigeria, immaginano un'applicazione della sharia che giunga al taglio delle mani e alla lapidazione delle adultere. Sono una minoranza, ma causano un grande disordine e crediamo purtroppo di essere giunti al momento in cui in Nigeria si innescherà una reazione a catena, dopo anni in cui abbiamo sperato e auspicato che tale fenomeno potesse essere riassorbito fisiologicamente, solo applicando la legge e negoziando.

Ripeto che la cultura di questi estremisti non è nigeriana, ma del terrorismo internazionale. E che parte spetterebbe mai all'islam in questa cornice?..."

La convivenza funziona
Sappiamo che il rapporto tra Chiesa e islam in Africa non è omogeneo. In numerosi Paesi la convivenza funziona, anche se interrotta da azioni contrarie alla pace a opera di sedicenti islamisti...

È sbagliato pensare che la rivalità tra cristiani e musulmani faccia fisiologicamente parte del gioco. Il Paese appartiene a tutti noi, cristiani e musulmani, cittadini di uno Stato ricco esportatore di petrolio, dove l'ipotesi della separazione tra nord e sud è totalmente irrealizzabile...

La nostra comunità cattolica è in pace con tutti. La Chiesa si è definitivamente pronunciata a favore della libertà religiosa, togliendo così di mezzo ogni possibile fraintendimento. La Chiesa del nostro Concilio Vaticano II, inoltre, non ha temuto e schivato la modernità, la sa comprendere e abbracciare, ci ha dato dei mezzi per sostenere il dialogo col mondo.

Noi non possiamo accettare la libertà religiosa a mezza bocca, con un "sì, però…", perché vorrebbe dire negare la libertà di qualcuno, anche la nostra. (Da Il terrorismo venuto da lontano, intervista John O. Onaiyekan arcivescovo di Abuja. Da 30 Giorni).

Approfondimenti
Strage in Nigeria: cristiani in via di estinzione e vi spiego perché (da Il Sussidiario.it)
Il terrorismo venuto da lontano, intervista John O. Onaiyekan arcivescovo di Abuja. (Da 30 Giorni)
Nigeria, in 35 mila fuggono dal Nord del Paese (da Vatican Insider)
La violenta ascesa dei Boko Aram in Nigeria (da Limes)

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