Carcerati, "troppi in attesa di giudizio"
Gli interventi di Regione Lombardia a sostegno delle persone che devono scontare una pena. La creazione della Borsa lavoro per il reinserimento dei detenuti
Ottocento nuovi posti nelle carceri lombarde grazie all'accordo Formigoni-Alfano del 2011, la Legge regionale 8/2005 con i relativi piano di intervento delle Asl, i 'Patti territoriali' con l'esperienza positiva degli 'agenti di rete', le intese con Cariplo e con Unioncamere per vari progetti di assistenza e reinserimento per i detenuti, i percorsi di formazione e avvio al lavoro con migliaia di 'Doti' distribuite.
Sono questi i principali interventi promossi e realizzati da Regione Lombardia negli ultimi anni per contribuire a migliorare la difficile situazione delle carceri lombarde.
Li ha ricordati l'assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale della Regione Lombardia, Giulio Boscagli, intervenendo in Consiglio regionale al dibattito dedicato appunto alla situazione nelle carceri.
Regione. "Si tratta di un tema - ha sottolineato Boscagli - che è tutt'altro che assente dalle politiche regionali. Tre Assessorati se ne occupano stabilmente e sono Sanità, Istruzione, Formazione e Lavoro e Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale. Il fatto che se ne discuta in Consiglio è un'occasione perché l'intera società lombarda si occupi in maniera più attenta di questo tema".
Recupero del reo. "La nostra Costituzione - ha detto l'assessore - contiene principi di attenzione e rispetto per la persona anche quando è in carcere. La pena infatti è volta al recupero del reo e questo senza sconti o buonismi ma con attenzione al fatto che la persona resta sempre persona anche se ha compiuto i più grandi crimini. A volte l'emotività per certi fatti di cronaca tende a portare fuori strada".
"Il mondo del carcere - ha detto ancora Boscagli - non è solo quello dei detenuti ma anche quello del personale ossia le guardie, gli educatori e i volontari che svolgono un compito molto importante". Persone, secondo Boscagli, con "grande professionalità e umanità".
Sovraffollamento. "Il sovraffollamento - ha aggiunto Boscagli - è sotto gli occhi di tutti ma il dato che impressiona è che il 43,6% dei detenuti è in attesa di giudizio. Se queste persone fossero fuori il problema del sovraffollamento sarebbe risolto. Questa è una distorsione enorme del nostro sistema, una ingiustizia palese e un limite della gestione ella giustizia in Italia".
Formazione. "Dal 2008 - ha ricordato l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro Gianni Rossoni - è stata creata una 'Borsa lavoro' finalizzata al reinserimento dei detenuti. Sono 3.640 i carcerati che ne hanno usufruito nei 19 istituti di pena della Lombardia". Molto importante anche il lavoro sul tema del'successo formativo' dei minori carcerati che avevano interrotto gli studi.


